logosms

 
Presentazione
Home Chi siamo Statuto Attività Visite Guidate Galleria Fotografica Contatti Contributi Link Amici

 

              

"E la leggenda s’impadronì dell’uomo fino a soffocarne la storia (Thomas Curtis Van Cleve)
                          Nasce a Siracusa l’Associazione Culturale Stupor Mundi Siracusa.
     Sabato 21 aprile 2007 nella sala  congressi “Regina Elena” dell’Hotel d’Esetrangers et Miramare è stata presentata alla città alla presenza di un nutrito ed interessato pubblico.
 “ L’Associazione prende il nome da uno degli appellativi più noti che riguardano Federico II: stupor mundi! Definito così da Matteo Parisiensis, canonico e confessore della cattedrale di Praga del XIV secolo. L’Associazione si propone di porre l’attenzione sulla cultura federiciana a Siracusa e nel territorio. Federico II, figlio di Enrico VI e di Costanza d’Altavilla, imperatore di Germania e re di Sicilia, amò in maniera particolare Siracusa. L’edificazione del Castello Maniace sull'estrema propaggine dell'isola di Ortigia, basterebbe da sola a testimoniare la particolare attenzione che lo Svevo ebbe nei confronti della città. La storia lascia segni e quelli lasciati a Siracusa e nel suo territorio da Federico II sono tali da meritare una viva, ininterrotta cura e valutazione. Uomo straordinariamente all’avanguardia, precursore dei tempi moderni, ottocento anni fa, egli concepì la grandiosa idea dell’unificazione di popoli e culture diversi. Sotto questo aspetto la sua poliedrica azione supera i confini del provincialismo e rivela una visione del mondo amplissima, nella quale Mediterraneo ed Europa si integrano e fondono. Nel momento in cui l’Europa ha finito di essere soltanto espressione geografica e si è avviata concretamente alla omogeneità politica ed istituzionale, ancor più vivo ed attuale appare ogni tentativo di approfondimento del fenomeno artistico e culturale federiciani” Laura Cassataro, Presidente.
Il vice- presidente della Società Siracusana di Storia Patria, l’Avv. Giuseppe Piccione, ha presieduto la conferenza che ha visto gli interventi del Dott. Giuseppe D’Ippolito in rappresentanza dell’On. Alberto Acierno, Direttore della Fondazione Federico II di Palermo e del socio onorario della Fondazione Federico II di Jesi, Prof. Michele Romano, in rappresentanza del Presidente Dott. Vittorio Borgiani.
 Il Prof. Giuseppe Agnello storico medievista, ha intrattenuto l’auditorio su: “Siracusa medievale: Stato degli studi e prospettive di ricerca”. Il Dott. Giuseppe Pasèro di Alessandria, esperto di organizzazione e gestione delle Risorse Umane, ha trattato il tema dell’arte della falconeria di Federico II come metafora sociale, politica e manageriale:“Federico ebbe una visione personalissima della falconeria, profondamente radicata nel simbolo quale veicolo, contemporaneamente, di progettazione, di promozione e di marketing di un modello politico tanto sfortunato allora quanto moderno ai nostri occhi. Federico maestro di management, e più precisamente dell’acquisizione della leadership e dei modi più efficaci per gestirla”.
Federico II e La Scuola Poetica Siciliana è stato il tema conclusivo della serata che, da un’idea di Laura Cassataro, si è conclusa con un intenso momento recitativo affidato ad EugenioMaria Santovito. L’attore, originario di Andria, (città della Puglia dove l’imperatore fece erigere il famoso Castel del Monte e nel cui Duomo è seppellita una delle sue mogli, Iolanda di Brienne), cresciuto sotto il segno di Federico, è riuscito a trasmettere emozioni particolari ed intense suggestioni.
L’evento è stato realizzato grazie al contributo della Banca Agricola Popolare di Ragusa e alla disponibilità della Società Acqua Pia Marcia. Il servizio accoglienza è stato a cura dell’Istituto Professionale per Operatori dei Servizi Turistici “Filippo Juvara” di Siracusa
.

 

 

                      

                                                                                                                                             EugenioMaria Santovito  recita

 

 

 

 Scusandoci per la mancata presenza all’incontro di questa sera, ci è particolarmente gradito porgere agli intervenuti e agli organizzatori del convegno il nostro saluto ed il ringraziamento dell’Amministrazione Provinciale di Siracusa e dell’Azienda Provinciale Turismo per la costituzione di una associazione  che, richiamandosi ad un personaggio fondamentale della storia europea e siciliana e ad un momento decisivo di un’epoca straordinaria quale il Medioevo, intende offrire alla nostra comunità un’occasione di crescita culturale. Ci fa particolarmente piacere sottolineare quanto il richiamo ad una figura straordinario, ed anche controversa, come si addice d’altra parte agli uomini di grande levatura,  quale fu Federico II, possa costituire un elemento di forte stimolo per il rilancio del ruolo della Sicilia e di Siracusa nel Mediterraneo. Un ruolo che geograficamente gli compete, che storicamente ha svolto, che oggi, e ancor più, nel prossimo futuro deve riguadagnare. Un ruolo da protagonista. L’esempio storico del multiculturalismo e della convivenza etnica che la corte siciliana di Federico ci trasmette, può costituire lo stimolo da cui partire. Soprattutto oggi che il Mediterraneo si appresta a diventare, nel 2010, area di libero scambio. Meglio: a ri-diventare area di libero scambio. Perché sappiamo benissimo che è sempre stato questo il ruolo che il Mediterraneo ha svolto nei momenti più straordinari della sua storia. Come ci ha insegnato Fernand Braudel, nella sua straordinaria opera sul Mediterraneo, questo mare è sempre stato una strada di collegamento tra le terre e i popoli che su di esse si affacciano. L’acqua del Mediterraneo ha sempre unito. E’ sempre stata una frontiera liquida. Una frontiera che si è lasciata attraversare  mettendo in comunicazione. E’ un obiettivo ambizioso, ma storicamente indilazionabile, che la Sicilia e Siracusa riprendano ad essere gli avamposti di quella straordinaria  frontiera liquida dell’Europa che è il Mediterraneo. Infine è giusto sottolineare che la ricerca attorno alla figura di Federico II e al periodo storico del Medioevo,  costituiscono un legame importante di ordine culturale tra il mondo tedesco e dell’Europa del nord ed il mondo Mediterraneo, in particolare la Sicilia. Da sempre i Tedeschi sono tra i gruppi di Turisti stranieri più numerosi presenti nella nostra regione e nella nostra provincia. E’ evidente quanto possa essere utile alla crescita del nostro turismo anche il lavoro di approfondimento e ricerca svolto dall’associazione Stupor Mundi.  (Bruno Marziano - Presidente Provincia Regionale di Siracusa e Domenico Cacopardo - Presidente A.A.P.T. di Siracusa)     
 
L’Associazione Culturale Stupor Mundi Siracusa vede la luce pochi anni dopo la celebrazione dell’ottavo Centenario della nascita di Federico di Svevia e merita il plauso in quanto costituisce il superamento di un vuoto che sin qui ha impedito la conoscenza e la diffusione dell’arte sveva a Siracusa, città la cui posizione assolutamente preminente nella Magna Grecia, fa sì che le innumerevoli testimonianze delle altre civiltà, pur presenti, troppo spesso vengono colpevolmente “dimenticate”. Ne è il massimo esempio il Castello Maniace, fortezza di Federico II  in Ortigia, dove il medioevale si è sovrapposto all’antico e il moderno al medioevale. Certamente l’Associazione Culturale Stupor Mundi contribuirà ad offrire uno spaccato della Storia di Siracusa e costituirà un approfondimento di un viaggio nella memoria federiciana e normanna. Perciò questa iniziativa è degna di apprezzamento e merita ogni incoraggiamento, anche dagli enti pubblici, perché possa svolgere l’attività intellettuale, oltre che scientifica, che si è prefissa: Laura Cassataro, Presidente dell’Associazione, ne garantisce livello e contenuti.
(Domenico Mirabella – Direttore A.A.T)
 
Gentilissima Presidente, è con entusiasmo che accogliamo la notizia della nascita della Associazione Culturale "Stupor Mundi" Siracusa da Lei promossa. La presenza della splendida residenza del Nostro Imperatore rende la città la sede più idonea accanto a Palermo per diffondere la personalità e le opere di un personaggio così pregnante che ancora suscita l'ammirazione in ogni campo culturale da quello umanistico allo scientifico. E' con sommo rammarico che debbo rinunciare ad essere presente in quanto sarò di ritorno da un impegno in terra tedesca il 17 aprile e l'inopportuna eliminazione del volo diretto Ancona-Palermo rende particolarmente pesante per me l'itinerario di viaggio.  Ho pregato il nostro Socio onorario e collaboratore del Comitato redazionale delle nostre Tabulae,  Prof. Michele Romano di rappresentare la Fondazione jesina e di portare la nostra incondizionata adesione all'iniziativa. Sarà Lei, come primo atto del percorso che si prefigge, a venire qui a Jesi a conoscere il luogo dove il suo mentore ha avuto i natali, almeno lo spero e lo auguro! Nell'esternarLe ancora i nostri complimenti e certi che Federico II dopo averLa stimolata a farsi portatrice del Suo messaggio, guiderà i Suoi passi e nel formularLe i più cordiali auguri per il successo della cerimonia inaugurale.
Cordialmente (
Vittorio Borgiani  - Presidente Fondazione Federico II Iesi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   EugenioMaria Santovito  recita:
 Dal capolavoro di Federico II, il De arte venandi cum avibus  scritto tra il 1240 e il 1250: II, 63-64; 256-257.
Federico poeta: ci sono pervenute poche composizioni liriche attribuibili con certezza  all'imperatore. Esse costituiscono delle vere e proprie esercitazioni di stile, artefatte e convenzionali, ispirate al mondo della corte. Legate alla lirica dei trobadors, i suoi veri esaltano la bellezza femminile e lo struggimento d'amore con un linguaggio formale e aristocratico e sono dedicati a donne considerate importanti nella vita di Federico. L'amore per Bianca Lancia ispira le liriche Poi che ti piace amor e De la mia disianza. Dolze mio drudo  è un delizioso lamento composto in occasione di una partenza per la guerra. In un interessante sonetto Federico, poi, presenta la virtù come fondamento della nobiltà, mentre l'abuso delle ricchezze e del potere toglie la nobiltà.
Enzo, figlio prediletto di Federico II, è il più attivo e fervido tra i poeti della famiglia imperiale. Le sue composizioni risalgono al periodo nel quale è prigioniero dei bolognesi dopo la sconfitta di Fossalta nel 1249. Ciò che resta delle sue romanze, sono solo pochi versi. In Amor si fa sovente, probabilmente una delle prime liriche, esprime ancora un bagliore di gioia e di vitalità.
 
 
                             Poi che ti piace Amor                                  
 
Poi che ti piace Amor
faronde mia possanza
Dat’agio lo meo core
ch’eo degia trovare
ch’io vegna a compimento
in voi madonna, amare.
 
                                                                          
 
Tra la popolazione il mito dell'imperatore sopravvisse comunque alla sua morte. Riferisce infatti Salimbene da Parma "molti credettero che egli non sia morto, benchè in verità era morto. E così si avvera la profezia della Sibilla che disse si dirà tra i popoli: vivit et non vivit. ...
Un francescano inglese, Tommaso di Eccleston, contemporaneo di Federico II, racconta che un confratello siciliano, caduto in preghiera sulla spiaggia di Agnone...
 
 Nella stessa ora in cui Federico Imperatore rendeva l’anima a Dio,
 io mi inginocchiai sulla riva, in preghiera,
 là dove il pendio del Mongibello, detto anche Etna,
 scende scosceso verso quel mare dal quale la montagna emerse
 nella notte dei tempi.
 Un terribile rumore mi riscosse dalle mie devote meditazioni.
 Vidi allora un interminabile corteo di cavalieri armati,
cinquemila circa, che cavalcavano dalla riva dentro il mare.
 L’acqua si ribellava al loro passaggio e schiumava
 come se essi fossero avvolti di metallo incandescente.
 Chiesi ragione di tutto ciò ad uno di loro
 e quello, con viso pallido e immobile, rispose
 di appartenere a Federico Imperatore
 in procinto di cavalcare coi suoi uomini nell’Etna
 per prendervi dimora
eterna
 

 

 

                                                                                                                                             

 

 


 

spada